In italian, to be translated soon, sorry
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SATURNIA HYDROPHONIC GARDENING

 A highly refined trippy psychedelic voyage conceived, performed and led by Luis Simoes. Here you can hear echoes of early Pink Floyd as well as the German Kosmische Musik, due to the spacey contest of the work, drenched with soft oriental influences and several loops or samples as frequently happens in our times. Worth a try. Recommended!

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La proposta musicale di questo duo Portoghese chiamato SATURNIA risulta subito molto particolare e curatissima nella ricerca dei suoni. Il progetto artistico nasce nel 1996 grazie al polistrumentista nonché compositore LUIS SIMOES, che in quegli anni creò una sorta di creatura artistica multimediale che oltre alla proposta musicale si dirigeva verso altre forme d'arte come quella visiva, quella letteraria senza dimenticare la pittura e la fotografia. Dopo che a supporto di SIMOES si sono avvicendati musicisti come EDUARDO VASCONCELOS (alias M. STRANGE), FLAPI SIMOES e VASCO PERERIA, il leder del progetto ha trovato nella persona di FRANCESCO REBELO la valida spalla per portare avanti questo ambiziosa e particolare proposta. Dopo un demo del 1997 sono stati pubblicati in sequenza l'album di debutto che viene riportato come 1st ALBUM nel 1999, THE GLITTER ODD risalente al 2001 e l'oggetto di questa recensione HYDROPHONIC GARDENING nel 2003 pubblicato dalla MELLOW RECORDS. Per avere un idea in generale sulla loro proposta musicale bisogna pensare ad una musica in cui la ricerca viene protratta fino ai suoni più nascosti e particolari, costruita su strutture fluide e dilatate in cui non vi sono quasi cambi di tempo ed il tema del singolo brano subisce solo delle leggere mutazioni in volume nel corso della sua durata in cui grande importanza hanno le parti programmate elettroniche con i molteplici effetti dei synth e in cui la base percussiva è spesso e volentieri costituita da drums loops in questo caso usati nella migliore delle maniere. Quello che colpisce dall'insieme dei suoni è il fatto che ne deriva una sorta di essenza sonora dalla dolcezza mutevole, come se la musica avesse delle proprietà magiche e si trasformasse in un profumo oltre ad avere delle proprietà visionarie. Alcuni chiamano questo genere avanguardia oppure sperimentale elettronica in ogni caso al di là del nome quello che incuriosisce è il risultato sonoro e la sforzo per la ricerca. Non vi è l'esposizione in particolare di un singolo strumento tutto è finalizzato ad una vera e propria ambientazione sonora con dei tratti rilassanti alternati a delle soluzioni più inquietanti e spaziali. Se proprio si vuole usare un termine per descrivere questa proposta musicale si potrebbe usare quello di SPACE AMBIENT PROGRESSIVE almeno questo è quello che mi è venuto dopo l'ascolto; per quanto riguarda le ispirazioni artistiche vede nella scena tedesca sperimentale degli anni 70 richiamare strutturalmente parlando artisti del tipo di TANGERINE DREAM e KLAUS SCHULZE, POPUL VUH, AMON DULL II, ASH RA TEMPLE e CAN giusto per avere un riferimento al tipo di mentalità compositiva. Altre contaminazioni si possono notare con il suono dei primi PINK FLOYD diciamo fino a MEDDLE quindi quello più riconducibile al progressive psichedelico; anche i padri dello space rock ossia gli HAWKNIND vengono chiamati in causa in particolar modo nei momenti più d'atmosfera, o per restare su qualcosa di più recente, i PORCUPINE TREE e qualche soluzione dei MASSIVE ATTACK nelle soluzioni più ambient e dub, gli OZRIC TENTACLES con dei richiami anche concettuali anche a SUN DIAL, MANDRAGORA e BEVIS FROND. Inoltre si può dire che la musica dei SATURNIA non sfigurerebbe in un classico rave party è che quindi i riferimenti vadano cercati nel folto sottobosco artistico di questa corrente musicale che ha una base nella musica elettronica. Nel dettaglio l'album HYDROPHONIC GARDENING è composto da sette composizioni che vanno da un minimo di tre minuti ad un massimo di dieci tenendo comunque presente che per apprezzarlo appieno va valutato nella sua durata totale o "viaggio" di cinquanta minuti abbondanti in cui si verrà catapultati in altre dimensioni con una "metaforica" chiave d'accesso rappresentata da HYDROPHONIC GARDENING brano d'apertura che non lascia dubbi a riguardo delle scelte artistiche del duo lusitano. Delle gocce d'acqua fanno da supporto ai primi suoni molto elaborati e avanguardistici che sembrano catapultare l'ascoltatore di fronte a un nuovo ordine delle cose avvolto da un vero e proprio "trip" sonoro. La chitarra e le tastiere hanno una funzione diversa rispetto alla musica più convenzionale: in questo caso sembrano cercare note e soluzioni ai limiti delle conoscenze e il senso che si ha dall'ascolto di questa musica, dopo un primo momento di disorientamento, è di pace assoluta. KOZMISCHE, proseguendo sulle note finali del brano precedente, è aperta da dei campionamenti percussivi in cui una linea melodica della chitarra ultradistorta di SIMOES si mette in evidenza questa viene rafforzata dall'organo di REBELO da adesso in avanti si prosegue con gli stessi accordi che acquistano in velocità ed intensità interpretativa: semplicemente siamo di fronte ad una jam dai toni acidi e tribali interrotta solo nella fase centrale da una seconda fase molto curiosa che ha in sé le sembianze di una nuova forma di rock psichedelico con continui solo lanciati dagli strumenti su una base cadenzata e avvolgente di percussioni che conferiscono un senso di ipnotico ballo. Grande brano, lascia il segno. SUNFLOWER sempre collegata alla precedente dagli accordi che da finali si trasformano in quelli iniziali è caratterizzata da una atmosfera più distesa e mistica grazie anche al suono del flauto e di accordi tastieristici che creano un ottimo tappeto sonoro rallentato che in un contesto così moderno crea un intrigante legame con i suoni più classici tanto da riportare alla memoria i primi PINK FLOYD caratterizzati da quell'incedere strumentale dilatato ed avvolgente. In questo brano anche la voce di SIMOES ha un ruolo più rilevante restando comunque sempre in secondo piano rispetto alla musica che risulta ripetitiva nel suo fascino. LAVA LAMP viene introdotta da circa un minuto di suoni che riportano le onde del mare, poi un tempo lento e quadrato di batteria dà le movenze a quest'altra perla con un ottimo interagire tra chitarra (sempre caratterizzata da accordi aperti) e le strutture musicali delle tastiere che in questo caso catalizzano l'attenzione pur non facendo un eccessivo lavoro. PLANETARIUM ci strappa via dai toni solari della precedente incupendo le atmosfere che a tratti ricordano alcune soluzioni dei KING CRIMSON col mellotron o con gli effetti frippertronics; composizione elettronica piena di effetti con solo i suoni di tastiera peraltro molto simili ad un mellotron a creare una linea sonora. I suoni mettono a tratti quasi paura. VIAMANA non perde quel senso angosciante della precedente ma possiede una struttura più classica con una base percussiva su cui le varie soluzioni programmate e/o campionate irrobustiscono il brano, in questo caso cantato da SIMOES che si accompagna con un ritmica acustica di chitarra; subito si entra in una fase in cui si può ascoltare un cyber solo alle tastiere quasi irriconoscibile per via dei diversi filtri a cui è sottoposto seguito da un più classico e pinkfloidiano solo d'organo (ancora una volta molto attraente questo dialogo tra passato e presente). Il finale ci fa scoprire anche i suoni di sitar, anche questi abbastanza camuffati, per una composizione con dei tratti tribali futuristici. Chiude questo viaggio sonoro OMNIA una sorta di ballata psichedelica futuristica in cui possiamo ascoltare, sempre accompagnato da una base sintetizzata, un solo di tastiere seguito da uno chitarristico (visti i suoni stravolti e il grande uso di effetti l'ordine potrebbe essere diverso) che maggiormente si avvicina agli schemi più classici. La composizione si chiude come era iniziata. Dunque tirando le somme si tratta di un prodotto interessante destinato però a chi abbia voglia di impegnarsi nell'ascolto e nell'immaginazione sacrificando un po' del proprio tempo nella ricerca. Se non siete tra questi allora questi suoni potrebbe risultare abbastanza pesanti da digerire. Non un capolavoro ma concettualmente importante per tenere viva una corrente di pensiero musicale che mi sembrava persa e che invece anche grazie ai SATURNIA può vivere una nuova era creativa.

2004 Paolo Lacqua  eventyr records mail order review